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Scheda

Museo Archeologico – Povegliano Veronese

Via Balladoro 15 (Villa Balladoro) – 37064 Povegliano Veronese (VR)
Tel. 045 7971035
Presentazione


Il Museo Archeologico di Povegliano Veronese è situato presso la corte rurale della settecentesca Villa Balladoro. La struttura museale, ancora in via di allestimento, dovrebbe riunire i reperti archeologici dell’età del Bronzo e del Ferro rinvenuti nel territorio di Povegliano e dei paesi attigui. Sono esposti anche alcuni materiali celtici e romani, nonché una tomba longobarda. A breve sarà allestita una sezione dedicata alla necropoli celtica recentemente rinvenuta in località Ortaia.

Storia della collezione museale

I primi scavi archeologici a Povegliano furono effettuati tra il 1876 e il 1877 in località Gambaloni. I reperti che furono scoperti durante le attività di scavo sono attualmente conservati presso il Museo Nazionale Pigorini di Roma. Le attività di ricerca sul territorio continuarono per tutto il ‘900, finché, tra il 1985 e il 1986, vennero alla luce quattro tombe celtiche in località Madonna dell’Uva Secca e una quarantina di sepolture in località Ortaia. Questi ritrovamenti diedero stimolo alla creazione del Museo di Povegliano che, grazie al costante impiego dei membri dell’Associazione Balladoro, vide i natali nel 1986.

Descrizione

La prima sala ospita materiale dell’età del Bronzo rinvenuto in diverse località nei dintorni di Povegliano. All’interno della prima vetrina sono esposte due asce bipenni in bronzo, di cui una ritorta, entrambe provenienti da Gambarella (Bronzo Antico). La seconda vetrina ospita tre tazze in terracotta con ansa a nastro e bugne, una punta di freccia in osso, rondelle in osso, una fusarola, un frammento di corno lavorato, ciotole in terracotta e pesi da telaio. La terza teca espone diverso materiale del Bronzo Antico da Nogarole Rocca: un tranchet di tipo "Campignano", un nucleo di selce, un peso da telaio, diversi tipi di tazze (carenate ed emisferiche), frammenti di corno di cervo ed elementi di selce lavorati.
Da Ortigara di Grezzano proviene un oggetto enigmatico, lungo una decina di centimetri, in arenaria, conservato all’interno della quarta vetrina, che presenta una forma appiattita con incisioni trasversali e longitudinali su entrambe le facce. Sempre all’interno della quarta vetrina sono esposti un pugnaletto in selce a base triangolare da Boschetto di Grezzano e una figurina antropomorfa in terracotta da Erbè. Accanto a questi oggetti sono esposti altri utensili di provenienza incerta: elementi in selce e in pietra lavorata, fusarole e vasellame vario.
All’interno della quinta vetrina si trovano gli utensili scoperti presso la località Grezzanin-Livello; tra questi ricordiamo diversi esempi di vasellame in terracotta, un raschiatoio, punte di freccia in selce (di cui è presente una ricostruzione), un soffiatoio in terracotta, fusarole e frammenti di scodelle decorate.
Il percorso museale procede con l’esposizione di una serie di lame provenienti dalle località Bagnolo-Corte Vivaro e Ortigara di Grezzano; dal primo sito provengono un frammento di spada, cinque frammenti di pugnale, un tagliente di ascia, una lesina, due asce ad alette mediane e uno scalpello in bronzo. Dal secondo sito provengono invece diverse forme di pugnaletti (spesso decorati con ribattini), un rasoio a presa triangolare, uno spillone a testa globulare, uno a testa con tre anellini, matrici di fusione in arenaria e un’ascia in bronzo ad alette mediane.

La seconda sala è dedicata ai reperti rinvenuti durante le campagne di scavo e le raccolte di superficie condotte in località Muraiola verso la metà degli anni ’80. Le ricerche, portate avanti nel corso degli anni, hanno posto in evidenza l’esistenza di un antico insediamento del Bronzo Medio, probabilmente da porre in relazione con il sepolcreto scoperto in località Gambaloni. Da questa necropoli provengono splendidi oggetti bronzei, ora conservati presso il Museo Nazionale Pigorini di Roma; tra questi ricordiamo diversi pugnali, spade e aghi in bronzo e anelli di ambra.
All’interno della prima vetrina sono posti due grandi contenitori fittili utilizzati per derrate alimentari, rinvenuti presso la Muraiola: un vaso biconico con anse caniculate sul punto di massima espansione e un orcio con anse a nastro verticale.
La seconda teca custodisce una tazza con ansa cornuta, una tazza a parete concava, un bicchiere, pesi fittili decorati, ugelli troncoconici, fusarole, rocchetti, un’olla bionica decorata, due scodelle e due piccoli bicchieri.
Nella terza vetrina sono esposti diversi esempi di vasellame (tre tazze ad anse cornute, un colatoio e uno scodellone con decorazione a solcature) e di utensili in osso-corno (cuspidi d’osso, un palco di corna di cervo, una rotella in osso) provenienti dall’insediamento della Muraiola.
L’esposizione riguardante l’abitato della Muraiola si conclude con una tazza ad ansa cornuta, due matrici in terracotta (riferibili una ad un pendaglio triangolare con alla base due file di tre globetti, l’altra ad una serie di anelli collegati tra loro), uno scodellone, utensili in selce, la lama di un pugnale, una punta di lancia, un rasoio con lama frammentata, vasetti miniaturistici e un coprolito.

La terza sala è destinata ad ospitare le testimonianze dell’età del Ferro e di età romana scoperte in diverse località del poveglianese, quali Ortaia, Isolalta, Crocetta e Madonna dell’Uva Secca.
La prima vetrina espone materiale romano di provenienza incerta, che giunge dalla donazione del barone Francesco Malfatti compiuta alla fine degli anni ’80; tra questo materiale ricordiamo numerose lucerne, olpi, anforette e balsamari vitrei.
All’interno della seconda vetrina sono raccolte le testimonianze celtiche rinvenute nella bassa pianura veronese. Da Ortaia provengono diversi esempi di vasellame (olpi, olle e bicchieri); da Crocetta un corredo di tomba composto da una padella in bronzo, una patera a vernice nera e vari frammenti di spada di ferro con fodero in bronzo. Il sito che ha restituito il maggior numero di reperti di questa fase è sicuramente Madonna dell’Uva Secca, di cui vediamo esposto, nella seconda vetrina, un corredo tombale formato da un’olla, una ciotola con bordo rientrante, vasellame miniaturistico, un pugnale, una padella fusa dal rogo funebre e tre monete celtiche. Sempre dal sito di Madonna dell’Uva Secca ci giungono altri esempi di corredi tombali, esposti all’interno della quarta vetrina; tra questi vale la pena di ricordare il corredo della tomba 3, formato da un’urna ad olla ovoidale con tacche sotto il bordo, una ciotola coperchio, un coltello in ferro, una fusarola, due vasetti e i frammenti di una lamina di bronzo deformata dal fuoco.

L’ultima sala ospita una sepoltura rituale di epoca longobarda, scoperta in località Ortaia, con un cavallo acefalo e due cani levrieri.


Accesso

Tipo di Accesso: Negli orari di apertura

Biglietto: No

Accesso per le Scuole

Accessibilità Disabili

Orari

Giorni di Apertura
Orario Quando Specifiche
Estivo/Invernale Lunedì Solo su prenotazione
Estivo/Invernale Martedì Solo su prenotazione
Estivo/Invernale Mercoledì Solo su prenotazione
Estivo/Invernale Giovedì Solo su prenotazione
Estivo/Invernale Venerdì Solo su prenotazione
Estivo/Invernale Sabato Solo su prenotazione
Estivo/Invernale Domenica Ogni prima domenica del mese: 10.00 – 12.30 e 14.30 – 18.00

Tempo suggerito per la visita (in minuti): 30

Servizi per l’utenza

Servizi igienici

Parcheggio

Bookshop

Servizi didattici

Guide a stampa
Catalogo
Italiano

Pannellistica
Italiano

Didascalie delle opere
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Visite guidate

Spazi per altre attività


Bibliografia di riferimento

Povegliano: la sua storia dal bronzo al ferro. 3 anni di ricerca dell’Associazione Balladoro , a cura di Salzani L. e Associazione Balladoro, Povegliano Veronese 1986.
Povegliano: l’abitato dell’Età del Bronzo della Muraiola , a cura di Belemmi L., Salzani L., Squaranti G. , Villafranca di Verona 1997.
Bonetto J., Veneto (Archeologia delle Regioni d’Italia), Roma 2009, pp. 365.


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