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Siti Vicenza

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L’area archeologica conserva alcune incisioni rupestri, le più antiche delle quali si datano al I millennio a.C. Si tratta prevalentemente di figure antropomorfe, zoomorfe, teomorfe e di simboli solari.

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Posta a 850 m di altitudine, su un pianoro naturalmente difeso sul lato occidentale e in una posizione ottimale in termini di controllo potenziale del territorio circostante, l'area archeologica del Bostel di Rotzo conserva i resti di un abitato di altura dell'età del Ferro e la ricostruzione di una delle case seminterrate ivi rinvenute. (fotografie tratte dal sito "www.archeidos.it")

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Il sito archeologico di Sovizzo è un complesso cultuale e funerario dell’età del Rame costituito da tre tumuli ordinati di pietre (grande, medio e piccolo), precedute da un corridoio absidato, bipartito, anch’esso in frammenti di pietre e ciottoli. I tre tumuli sono stati indagati e hanno restituito singole sepolture senza oggetti di corredo: una di un bambino di 2 o 3 anni, le altre due di individui più grandi, ma anch'essi giovani. Il complesso si chiude con una stesura non ordinata di pietre e ciottoli, dove vi sono altre tracce di sepolture in tumulo.

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L’area archeologica conserva i resti dell’acquedotto romano di Vicenza che portava l’acqua dalle risorgive della pianura settentrionale (Motta di Costabissara) al municipium di Vicenza. Se ne conservano oggi cinque arcate e alcuni piloni, visibili per un tratto di circa 180 metri.

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L’area archeologica conserva resti di edifici del settore sud-occidentale del municipium di Vicenza, appartenenti a un arco cronologico che va dalla fine del I sec. a.C. all’epoca tardoantica. La zona era occupata da strutture probabilmente riferibili ad edifici privati. Resti strutturali sono stati rinvenuti sotto la navata, nella cripta e sotto la sacrestia. Attualmente è visitabile soltanto un tratto di strada basolata sotto la sacrestia.

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L’area archeologica conserva i resti di un criptoportico romano del I sec. d.C. Il criptoportico, un grande corridoio coperto, faceva parte di una ricca casa urbana di Vicenza e rappresenta praticamente l’unico esempio superstite in tutta l’Italia Settentrionale per questo tipo di ambiente sotterraneo.

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L'area archeologica di Palazzo Trissino presenta i resti del foro romano di Vicenza (fine del I sec. a.C. - inizi del I sec. d.C.) e di resti di una casa-torre medievale di XI-XII secolo.

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L'area archeologica offre testimonianze di Vicenza tardoantica e ospita i resti delle due fasi edilizie paleocristiane della basilica dei SS. Felice e Fortunato, riferibili rispettivamente alla fine del IV sec. d.C. e alla seconda metà del V sec. d.C.

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