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Musei Venezia

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Il Museo Archeologico di Campagna Lupia, ubicato presso la medievale chiesa di Santa Maria di Lugo, raccoglie le testimonianze preromane e romane scoperte nel tempio di Lova. Le prospezioni geofisiche, le analisi geosedimentologiche e i saggi di scavo hanno qui rivelato la presenza di un complesso architettonico santuariale, forse correlato ad un ramo del fiume Meduacus, ascrivibile ad un arco cronologico compreso tra il II sec. a.C. e il I sec. d.C. I reperti rinvenuti in quest’area sono disposti in cinque vetrine all’interno della chiesa.

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Il Museo Civico della Laguna Sud, collocato presso l’ex-convento trecentesco di San Francesco fuori le mura, si articola su tre piani, ospitanti varie testimonianze rinvenute a Chioggia. Al pian terreno si trova la collezione archeologica preromana e romana; il primo piano ospita invece reperti medievali, rinascimentali e moderni, mentre il secondo è dedicato al tema della marineria, della pesca e della cantieristica locale dal ’700 ad oggi.

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Presso le sale, recentemente restaurate, del Palazzo Municipale di Concordia Sagittaria, sono esposti alcuni reperti che narrano la storia dell’antica colonia romana di Iulia Concordia. Tale esposizione si pone come logico completamento del percorso archeologico che si dipana nel tessuto urbano odierno (terme, domus, teatro, ponte e basilica paleocristiana) e fa da pendant al più noto e ampio Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro, di cui si hanno continui rimandi nella visita virtuale proiettata nella sala al pian terreno.

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L’edificio si articola in due piani. Al piano terra si accede a un atrio e a una grande sala a tre navate (basilica) in cui sono raccolti elementi architettonici, stele funerarie, ritratti e materiale epigrafico, allestiti secondo criteri antiquari tipici del tardo '800. Lungo la navata centrale, a pavimento, sono collocati tre pavimenti in mosaico, due con motivi geometrici, il terzo con l’immagine delle Tre Grazie. In una sala contigua, a destra dell’entrata, sono esposti elementi decorativi pertinenti agli spazi pubblici e privati di Concordia, nonché monete rinvenute nell’agro concordiese. Al piano superiore alcune vetrine raccolgono materiali provenienti da raccolte di collezionisti locali o da scavi condotti, sullo scorcio del XIX secolo, da Dario Bertolini; si tratta di manufatti pertinenti alla frequentazione preromana del sito e alla città romana tra cui alcuni bronzi figurati. Si prosegue poi con materiale minuto diviso per classi: vetri, gemme, ornamenti in ambra, lucerne e altri oggetti di uso quotidiano. A questi si aggiunge una selezione dei numerosi reperti provenienti dagli scavi condotti a Concordia Sagittaria.

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Il Museo è situato all’interno dell'area archeologica altinate. Il percorso espositivo si distribuisce nelle sale I e II, lungo il portico che delimita la piazza e nel piccolo giardino antistante il Museo. A breve termine, presso un complesso rurale in fase avanzata di ristrutturazione, situato nei pressi del Museo, sarà realizzato il nuovo percorso espositivo, molto più esteso e comprendente le sezioni protostorica, romana e tardoantica-altomedievale.

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Il Museo della Bonifica di San Donà di Piave raccoglie immagini, oggetti e plastici, organizzati secondo un criterio espositivo cronologico e tipologico, che illustrano le grandi opere di risistemazione del territorio sandonatese, dall’antichità ai giorni nostri. La peculiarità di questa struttura museale è quella di mantenere uno stretto legame con il territorio (ecomuseo), diventando punto di incontro e luogo di comunicazione con la popolazione di San Donà. Il museo si compone di diverse sezioni: Archeologica, Etnografica, Bellica, Naturalistica, nonché una dedicata specificatamente alla Bonifica.

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Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, ospitato negli ambienti delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco, può essere definito a buon diritto come l’erede dell’antico Statuario Pubblico della Serenissima, il nucleo fondante della collezione che appare oggi parzialmente riallestito nel Vestibolo della Biblioteca Nazionale Marciana. La raccolta del Museo Archeologico consta di una straordinaria collezione di sculture greche e romane, cui si affiancano un cospicuo nucleo di monete antiche, splendide gemme e cammei, manufatti in bronzo, ceramiche, antichità egizie e assiro-babilonesi e prestigiosi reperti tardo antichi.

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Il Museo del Vetro di Murano propone al visitatore un’appassionante esposizione tematica incentrata sui prodotti e sulle tecniche dell’arte vetraria tra il Quattrocento e il Novecento. Come anticipazione degli straordinari risultati raggiunti negli ultimi secoli, la prima sezione del museo offre uno spaccato esaustivo dell’altissimo grado qualitativo che contraddistingue le produzioni vetrarie in epoca romana, grazie ad una serie di vetrine ricche di materiali integri e ben valorizzati, che coprono un arco di tempo compreso tra l’inizio dell’età imperiale e la tarda antichità. La maggior parte dei materiali esposti è costituita da reperti provenienti dalle necropoli delle antiche città di Iader (Zara) e Aenona (Nona) in Dalmazia.

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Il Museo di San Marco fa parte a pieno titolo della basilica dedicata al santo patrono di Venezia, dal momento che ne occupa alcuni spazi integranti al piano superiore (consentendo al visitatore la vista di suggestivi scorci dall’alto) e raccoglie una serie di manufatti strettamente connessi con la storia, l’architettura e la decorazione dell’edificio di culto. Nella sezione dedicata al tema dell’antico è custodito lo straordinario gruppo di cavalli in bronzo dorato, provenienti da Costantinopoli, un tempo esposti sulla facciata principale della basilica, dove appaiono ora sostituiti da copie.

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Il Museo Provinciale di Torcello, suddiviso in una Sezione Archeologica e in una Sezione Medievale e Moderna, è dislocato in due edifici storici che prospettano sulla piazza della suggestiva isola della Laguna veneta. La Sezione Archeologica si trova al primo piano del Palazzo dell’Archivio, risalente all’XI-XII sec. All’interno di un’unica sala è esposta una ricca raccolta di vasi, oggetti in bronzo, sculture e altri reperti archeologici, spesso di provenienza ignota perché giunti da collezioni private, ma per i quali in certi casi si può ipotizzare un’origine locale, dall’area lagunare o dal retroterra altinate.

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La Pinacoteca Manfrediniana del Seminario Patriarcale di Venezia, nota per la pregevole collezione di pitture di scuola veneta (XV-XVIII sec.), di sculture (XIII-XVI sec.) e di codici miniati (XIV-XVI sec.), comprende anche una raccolta di reperti lapidei di età romana (cippi, are e stele). (fotografia provvisoria tratta dal sito "www.wikipedia.it")

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