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Musei Rovigo

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Il Museo Archeologico Nazionale di Adria raccoglie le testimonianze che provengono da Adria e dal Basso Polesine, territori che hanno rappresentato nell'antichità lo snodo dei rapporti tra il mondo mediterraneo, l'Italia Settentrionale e la cultura centro europea. Il nucleo fondamentale dei reperti si deve alla collezione Bocchi, costituita tra il ’700 e l’800; tra i materiali più considerevoli alcuni pregevoli bronzi, una ricca collezione di ceramiche attiche a figure nere e a figure rosse, opera dei più famosi pittori e, per l'epoca romana, una straordinaria collezione di vetri.

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Il Centro Culturale di San Basilio, inaugurato nel 1995, raccoglie materiali significativi ritrovati nelle diverse campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto in questo territorio negli ultimi trent'anni. Il museo è diviso in tre principali sezioni: quella geomorfologica introduttiva, quella archeologica-espositiva e quella virtuale, che offre al visitatore un supporto visivo per comprendere al meglio il sito archeologico di San Basilio. Al centro della grande stanza si apre uno spazio "a impluvium" dove è collocato materiale lapideo romano.

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Il Museo Civico "Antonio Eugenio Baruffaldi" è costituito da 13 sezioni in cui sono raccolti oggetti riguardanti i vari periodi storici (dal Risorgimento alla Seconda Guerra Mondiale) in cui il protagonista principale è l’uomo, con i suoi entusiasmi e le sue fatiche. All’interno di questo percorso attraverso i secoli è stata riservata una stanzetta anche alla storia più antica del territorio badiese, che espone oggetti preistorici, romani e medievali.

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Il Museo Civico di Castelnovo Bariano, che consta di tre sale espositive, raccoglie ed espone soprattutto reperti archeologici dell’età del Bronzo provenienti dalla zona fluviale del Tartaro, in particolare da Canàr (Bronzo Antico), da Canova (Bronzo Medio) e da Marola (Bronzo Finale). Affiancano questa consistente collezione preistorica anche alcuni reperti romani, rinvenuti a Mondonuovo e a Stanghelle. L’ultima sezione del Museo è dedicata alla ceramica rinascimentale ritrovata in località Torretta.

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Il Museo Archeologico Nazionale ha sede nella barchessa nord della Villa Badoer a Fratta Polesine e presenta le collezioni archeologiche relative all’abitato di Frattesina e alle sue necropoli. Questo insediamento, posto lungo un antico ramo del Po, rappresenta un caso eccezionale nella protostoria italiana, in quanto documenta attività artigianali altamente specializzate (vetro, bronzo, osso/corno) e contatti commerciali che vanno dal Mediterraneo all’Europa centrale. Nelle vicinanze dell’abitato sono state parzialmente scavate due necropoli comprendenti centinaia di tombe, quasi tutte a cremazione.

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L’Antiquarium fu allestito nel 2004 presso la Torre civica del Comune di Loreo, con la finalità di valorizzare la cultura e le tradizioni storico-artistiche dell'area del Delta del Po, creando un polo di attrazione turistica. Il centro focale della raccolta è rappresentato dai materiali rinvenuti negli scavi della grande villa rustica di Corte Cavanella, condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto tra il 1981 e il 1990.

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La sala del primo piano del Municipio di Melara ospita reperti archeologici rinvenuti durante operazioni di bonifica realizzate nel territorio comunale. Il materiale esposto nelle tredici vetrine appartiene ad un orizzonte cronologico compreso tra il IX-VII sec. a.C. e il IV sec. d.C.

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Il Museo dei Grandi Fiumi, recentemente riallestito presso l’antico Monastero degli Olivetani, raccoglie le testimonianze archeologiche provenienti dall’area deltizia polesana, contraddistinta dalla presenza di due importanti corsi d’acqua, il Po e l’Adige. L’allestimento museale è innovativo, in quanto la valorizzazione di questo territorio avviene grazie al supporto di moderne tecnologie che offrono all’utente una migliore fruizione del percorso espositivo. Il museo è attualmente articolato in tre sezioni: età del Bronzo, età del Ferro ed età romana.

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Presso l’Accademia dei Concordi, nella sede della celebre Pinacoteca, si trova anche un'interessante raccolta archeologica, attualmente in fase di riallestimento. In particolare, al suo interno sono presenti l’interessante collezione di manufatti egizi donata da G. Valzè nel 1878 e numerosi reperti preromani e romani un tempo appartenenti alla collezione Silvestri. (fotografia provvisoria tratta dal sito "www.wikipedia.com")

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Il Museo di Villadose conserva circa 400 reperti raccolti in superficie nell’area della grande centuriazione che si estendeva tra Adria e Villadose. Il locale Gruppo Archeologico, attraverso fotografie aeree e sistematiche campagne di ricerca, è riuscito ad individuare in questa macroarea circa 340 siti archeologici di età romana e preromana. La Mostra si articola in 4 sezioni: la centuriazione e la raccolta di superficie, le attività dei coloni nella centuriazione, i risultati delle ricerche in corso e le testimonianze dell'antica popolazione veneta a Villadose.

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