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I rilievi

Le Prealpi vicentine (piana di Marcesina) con le sue risorse di pascoli, boschi e pietra da costruzione

Le piatte pianure padano-venete si infrangono verso settentrione a ridosso di possenti rilievi; le prime evidenze sono formate da un’irregolare fascia collinare in parte formatasi in età quaternaria würmiana (tra 75.000 e 15.000 anni fa: colline del Garda, Cogollo del Cengio, Quero, Vittorio Veneto; pedemontana vicentina, colli asolani e Valcavasia, Montello, colli di Conegliano e Vittorio Veneto; Lessini orientali); questa linea offre dolci rilievi (tra i 100 e i 500 m.) ricchi di acque e di luoghi strategici per controllare le pianure e la successiva fascia delle Prealpi venete. Questa presenta una più marcata omogeneità, dal Garda ai confini con il Friuli, e si compone di una serie di massicci (Garda orientale, Monti Lessini, Altopiano di Asiago, Acrocoro del Grappa, Prealpi Bellunesi, Altopiano del Cansiglio) originatisi dall’età del Giurassico inferiore (210 milioni di anni fa) fino all’età terziaria eocenica (50 milioni di anni fa); si tratta di massicci formati da rocce carbonatiche (calcari e calcareniti) e poveri di acque superficiali, ma ricchi di distese sub-pianeggianti di pascoli e di boschi ad altezze tra gli 800 e i 2000 m.

Un tipico contesto alpino veneto segnato dall’incisione valliva del Piave

L’estremo lembo settentrionale della regione è occupato da una parte della estesa catena alpina, formata da ripidi massicci in dolomie e calcari dolomitici e più dolci rilievi montani in arenarie, conglomerati, brecce, marne e siltiti di età paleozoica e triassica (circa 240-210 milioni di anni fa); il paesaggio si presenta qui impervio anche per il lavoro di erosione e rimodellamento prodotto da glaciazioni e corsi d’acqua. In più casi le cime, soggette a copertura nevosa perenne, superano i 3000 m. s.l.m.