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Musei Verona

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Il Museo Civico di Caprino Veronese, oltre a una raccolta paleontologica, ospita anche una collezione di manufatti archeologici rinvenuti nella zona del Monte Baldo. L’arco cronologico dei reperti custoditi nel museo si estende dal Paleolitico sino all’età romana. Particolare interesse ricoprono i materiali neolitici dell’importante sito di Rocca di Rivoli e il ricco complesso di materiali dell’età del Bronzo provenienti da Ca’ Nova di Cavaion Veronese. Ben testimoniate sono anche l’età del Ferro e l’età romana.

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Il Museo di Cavaion Veronese, sorto nel 1990 grazie all’impegno congiunto dell’Amministrazione Comunale, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, ospita materiali archeologici provenienti da scavi e raccolte di superficie compiuti nell'area di Cavaion e in zone contermini. La struttura, organizzata in tre sale espositive, ha funzione di museo del comprensorio e riunisce i materiali pertinenti all’età del Bronzo e all’epoca romana.

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Il Museo Archeologico di Cologna Veneta, che ha sede in un elegante palazzo ottocentesco, raccoglie la documentazione archeologica proveniente dalla sinistra Adige, che interessa un vastissimo arco cronologico compreso tra il Neolitico e l’epoca longobarda. Ciascuna delle tre sale è dedicata a importanti personalità colognesi: a Anna Rinaldi Gruber, nota studiosa locale, a Cesare Gardellini, segretario comunale e fondatore del Museo, e a Eusebio Checchetti, che durante la seconda guerra mondiale salvò i pezzi più importanti da saccheggio sicuro.

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Il Museo Archeologico di Gazzo Veronese ha sede presso la cinquecentesca Villa Poggiani ed è costituito da due sale in cui sono raccolte le testimonianze archeologiche rinvenute nel territorio circostante Gazzo. Il materiale esposto appartiene ad un orizzonte cronologico vasto, che testimonia la continuità d’occupazione del sito dal Neolitico al tardo antico. L'allestimento del museo è attualmente provvisorio.

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Il Museo Archeologico di Isola della Scala, che ha sede nella ex cappella di Sant'Antonio, all’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena, espone reperti archeologici rinvenuti lungo le sponde dei fiumi Tione e Tartaro e nel territorio della Bassa Veronese. Le vetrine dell'unica sala del museo costituiscono un percorso cronologico continuo, con reperti che vanno dall’età del Bronzo all’epoca longobarda.

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Il Centro Ambientale Archeologico rappresenta il più importante luogo di raccolta, documentazione e valorizzazione del patrimonio archeologico e ambientale del territorio di Legnago. Dal 2009 assieme alla Fondazione Fioroni ha costituito la prima rete museale della pianura veronese, denominata "Lengago Musei". L’importanza del Centro è avvalorata dalla modernità della struttura ospitante la collezione, caratterizzata da efficienti servizi per gli utenti.

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La Fondazione Fioroni sorse nel secondo dopoguerra per opera di Maria Fioroni, che con costante passione raccolse una serie di cimeli, documenti antichi e autentici arredi d’epoca del territorio legnaghese. La Fondazione è un museo dalle caratteristiche inconfondibili, in quanto trasmette al visitatore l’impressione di entrare in una reale abitazione (con salotti, sala da pranzo e camera da letto), arricchita da oggetti rari e preziosi di diverse epoche. L'esposizione archeologica è attualmente in fase di riallestimento.

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Il Museo Archeologico di Oppeano è allestito in una piccola saletta presso la Biblioteca Civica. L’esposizione museale è costituita da quattro vetrine, che raccolgono materiali provenienti in prevalenza da necropoli venete rinvenute nel territorio circostante, datate tra il IX e il V sec. a.C.

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Il Museo Archeologico di Povegliano Veronese è situato presso la corte rurale della settecentesca Villa Balladoro. La struttura museale, ancora in via di allestimento, dovrebbe riunire i reperti archeologici dell’età del Bronzo e del Ferro rinvenuti nel territorio di Povegliano e dei paesi attigui. Sono esposti anche alcuni materiali celtici e romani, nonché una tomba longobarda. A breve sarà allestita una sezione dedicata alla necropoli celtica recentemente rinvenuta in località Ortaia.

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L'Antiquarium della Pieve di San Giorgio, istituito nel 1992, ha sede in un edificio adiacente alla chiesa di San Giorgio di Valpolicella e riunisce reperti archeologici protostorici, romani e altomedievali rinvenuti nel territorio circostante. All’esterno della chiesa è istituito un parco archeologico, nel quale sono visibili gli scavi di un insediamento del IV sec. a.C.

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Il primo piano del Museo di Sant'Anna d’Alfaedo, che trova sede presso un moderno edificio in pietra, ospita un’importante collezione di testimonianze archeologiche rinvenute nell’area della Lessinia occidentale. La sezione preistorica completa l'esposizione paleontologica al pianterreno, dedicata in particolar modo alla pietra di Prun e ai grandi vertebrati marini fossili. Il museo fa parte del Parco Naturale Regionale della Lessinia, gestito dalla locale Comunità Montana, ed è in rete con altri musei e aree protette, all’interno del Parco stesso.

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Il maniero di Torri del Benaco, costruito nel 1383 per ordine di Antonio della Scala, è l’attuale sede del Museo del Castello Scaligero, inaugurato nel 1983, in seguito ad una grande opera di restauro. Nelle sale del museo sono illustrati aspetti della cultura materiale di Torri del Benaco, che vanno dall’olivicoltura, alla pesca, alle testimonianze archeologiche, alle incisioni rupestri rinvenute lungo le rive del Lago di Garda.

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Il Museo Canonicale di Verona sorge presso il chiostro romanico della Cattedrale, in un’area che insiste sui resti di due antiche basiliche paleocristiane risalenti al IV e al V sec. d.C. Le collezioni custodite al suo interno provengono sia da scavi archeologici condotti nell’area degli edifici attorno al chiostro che da importanti donazioni effettuate dai canonici della Cattedrale e da cittadini privati. La collezione archeologica è esposta presso le sale nello scantinato.

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Il Museo Archeologico al Teatro romano fu inaugurato nel 1924 negli ambienti dell’ex convento dei Gesuati di San Gerolamo, eretto nel tardo Quattrocento alle spalle del teatro stesso. L’esposizione è organizzata su alcune terrazze poste a quote diverse, oltre che negli ambienti conventuali; propone materiali dell'edificio teatrale, da Verona e provincia e da collezioni acquisite nel corso del tempo. Il Museo Archeologico al Teatro romano costituisce uno straordinario esempio di museo della città, collocato in una delle zone panoramicamente più suggestive e archeologicamente più interessanti di tutta Verona.

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Il Museo di Storia Naturale di Verona, che ha sede nel Palazzo Pompei, ospita collezioni sia di tipo naturalistico che storico, suddivise in quattro principali nuclei espostivi: botanica, geologia, zoologia e Preistoria. Le collezioni archeologiche documentano la presenza dell’uomo nella provincia di Verona dal Paleolitico fino all’età romana. Tali collezioni rappresentano il risultato di ricerche condotte a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, ma anche di scavi organizzati dal Museo in anni più recenti, in quattro aree geografiche del territorio veronese: lago di Garda, Lessini, pianura veronese e area urbana di Verona.

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La fondazione Miniscalchi-Erizzo, istituita negli anni ’50 del secolo scorso per volontà dell’ultimo discendente del casato, ma operativa nel 1967, ha sede nel cuore di Verona, presso l’aristocratica residenza della famiglia. Il percorso museale si compone di diverse sale, dislocate su tre piani, contenenti oggetti d'arte raccolti in oltre tre secoli.

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Il Museo Lapidario Maffeiano, sito nello spazio antistante al Teatro Filarmonico, nella centralissima Piazza Bra, fu costruito nella prima metà del Settecento per esporre la raccolta di iscrizioni creata da Scipione Maffei (1675-1755), che inizialmente riordinò le epigrafi presenti presso l’Accademia Filarmonica e in un secondo momento le integrò con numerose nuove acquisizioni. La grande novità di questo museo, al momento della sua fondazione, fu il carattere pubblico dell’esposizione, inteso non tanto come status giuridico ma come forma di fruizione. Si trattava infatti del luogo idoneo per svolgere una dichiarata funzione didattica e per avvicinare i cittadini alla cultura.

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