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Scheda

Museo Provinciale di Torcello, Sezione Archeologica – Venezia

Piazza Torcello – Torcello – 30142 Venezia (VE)
Tel. 041 730761 – Fax 041 2501773 (Settore Cultura – Provincia di Venezia)
Presentazione


Il Museo Provinciale di Torcello, suddiviso in una Sezione Archeologica e in una Sezione Medievale e Moderna, è dislocato in due edifici storici che prospettano sulla piazza della suggestiva isola della Laguna veneta. La Sezione Archeologica si trova al primo piano del Palazzo dell’Archivio, risalente all’XI-XII sec. All’interno di un’unica sala è esposta una ricca raccolta di vasi, oggetti in bronzo, sculture e altri reperti archeologici, spesso di provenienza ignota perché giunti da collezioni private, ma per i quali in certi casi si può ipotizzare un’origine locale, dall’area lagunare o dal retroterra altinate.

Storia della collezione museale

Nel 1870 l’allora Prefetto di Venezia, Luigi Torelli, acquistò il Palazzo del Consiglio di Torcello al fine di raccogliervi gli oggetti di antichità di provenienza lagunare. Due anni dopo il Palazzo fu donato alla Provincia di Venezia, che istituì il Museo Provinciale e ne affidò la direzione a Nicolò Battaglini. Nel 1887 gli subentrò Cesare Augusto Levi, che fece acquistare e restaurare il vicino Palazzo dell’Archivio per depositarvi le raccolte archeologiche e inaugurare così il nuovo “Museo dell’Estuario”. Nel 1974 fu inaugurata la sezione medievale e moderna presso il restaurato Palazzo del Consiglio. In seguito, si provvide anche al restauro del Palazzo dell’Archivio e la stessa sezione archeologica fu completamente riallestita nel 1990. Nella collezione museale, oltre ai materiali di Torcello, delle isole della Laguna veneta e della vicina terraferma (agro altinate), sono confluiti nel tempo anche oggetti di origine ignota provenienti da collezioni private, perlopiù veneziane.

Descrizione

L’unica sala museale, al primo piano del Palazzo dell’Archivio, è in realtà uno scrigno che custodisce importantissime testimonianze della cultura artistica greca, etrusca e romana. La loro straordinaria rilevanza risiede da un lato nel fatto che gli oggetti che compongono la collezione appaiono quasi tutti pressoché integri (caratteristica particolarmente evidente nel caso dei vasi ceramici), dall’altro nell’essere stati rinvenuti in una certa misura (anche se con molte incertezze) nell’area lagunare o nell’immediato retroterra altinate. E’ questo ad esempio il caso dei quattro fondamentali vasi micenei (1400-1200 a.C.), di rinvenimento quasi sicuramente lagunare, esposti nel terzo ripiano della prima vetrina accanto a due vasi ciprioti ancora più antichi (1700-1600 a.C.), a probabile testimonianza dei remoti contatti marittimi esistenti tra il Mediterraneo orientale e l’alto Adriatico. Nella stessa vetrina si trovano anche due ripiani con statuette egizie in bronzo e in ceramica, un ripiano con vasi ceramici di varia provenienza (ionica, ionico-etrusca, egizia e greco-orientale), datati tra la metà del VI e il V sec. a.C., e un ultimo ripiano dedicato prevalentemente alle produzioni preistoriche, con armi e strumenti in bronzo, due asce di pietra lavorata, due corna di cervo lavorate e tre nuclei di lavorazione in selce.
Nella seconda vetrina sono esposti altri vasi di eccezionale importanza storico-artistica. Il ripiano più alto è interamente occupato da uno splendido cratere mesocorinzio “a colonnette” (590-575 a.C.). Più in basso si possono ammirare tre aryballoi e tre alabastra italo-corinzi (fine VII-prima metà VI sec. a.C.), un aryballos protocorinzio (650-640 a.C.) e una lekanis corinzia (IV sec. a.C.); seguono due ripiani con vasi in ceramica attica a vernice nera del V-IV sec. a.C. (una lekanis, cinque lucerne e quattro kylikes).
La vetrina successiva è interamente dedicata alla ceramica di produzione attica. Nel primo ripiano si trovano vasi di vario genere realizzati con la tecnica a figure nere, diversamente datati nel corso del V sec. a.C.; nel ripiano sottostante invece sono esposti vasi, di varie forme, a figure rosse (fine V-metà IV sec.). Nei due ripiani inferiori sono presenti vasi a vernice nera, sempre di produzione attica (fine V-IV sec. a.C.).
Molto diverso è il contenuto della quarta vetrina. Nel ripiano più alto si trova una fitta esposizione di statuette in bronzo, variamente datate tra il VII e il III sec. a.C. All’interno di questo insieme così nutrito si possono distinguere alcune statuette etrusche (VI-V sec. a.C.), un vasto gruppo di esemplari di produzione veneta raffiguranti animali, devoti, guerrieri e guerrieri a cavallo, nonché alcune rappresentazioni di divinità (Marte ed Eracle). Nel ripiano centrale trovano posto vasi etruschi di varie forme e tipologie (VI-III sec. a.C.), mentre il ripiano più basso ospita vari esempi di vasi adriatici, in parte di produzione peucezia, daunia e messapica (seconda metà del VI-III sec. a.C.), in parte di produzione alto adriatica (due oinochoai a figure rosse del IV-III sec. a.C. e due pissidi a cordoni del 300 a.C. circa).
La quinta vetrina raccoglie oggetti di ornamento di vario genere, per i quali è ipotizzabile una provenienza dall’agro altinate. Molto abbondante è il gruppo di manufatti in bronzo: uno specchio con raffigurazione dei Dioscuri (III sec. a.C.), tre specchi con raffigurazione di Lasa (fine IV-III sec. a.C.), armille (braccialetti), frammenti di spilloni, un rasoio, fibule (spille) “a sanguisuga” e di altre tipologie, elementi di collane e anelli variamente datati tra il IX sec. a.C. e la fase della romanizzazione. Accanto agli oggetti in bronzo vi sono anche elementi di collana in pasta vitrea e ambra.
Nella vetrina successiva sono raccolti vasi di varia tipologia di produzione campana e apula, in stile di Gnathia, datati al IV-III sec. a.C.; nel ripiano inferiore sono esposte forme ceramiche a vernice nera del IV-II sec. a.C.
I materiali contenuti nella settima vetrina sono piuttosto eterogenei. Nel ripiano superiore si trovano cinque teste in terracotta (una testa votiva femminile del V-IV sec. a.C., due teste votive femminili velate rispettivamente del III-II e del II-I sec. a.C. e due teste maschili velate del II sec. a.C.); nel secondo ripiano si trovano statuette di divinità in bronzo e in terracotta di età romana; nel terzo alcuni frammenti di lastre figurate in terracotta (I sec. a.C.-I sec. d.C.) e un piede pure in terracotta (II-I sec. a.C.); nel quarto alcuni amuleti fallici in bronzo di età romana e vari oggetti in terracotta datati al II-I sec. a.C.: un ex voto a forma di utero, due frammenti di statuette di bovidi e una maschera tragica; nel quinto tre antefisse in terracotta (fine I sec. a.C.-I sec. d.C.) e un gocciolatoio a protome leonina (III-II sec. a.C.).
Nell’ottava vetrina è esposta una rassegna tipologica di vasi in ceramica (comune, sigillata e a pareti sottili) e di lucerne di età romana; nel ripiano inferiore si trovano anche alcune lucerne tardo antiche e alto medievali, nonché cinque ampolle e una statuina del tipo di San Menas (V-VI sec. d.C.).
Materiali eterogenei di età romana sono raccolti anche nella nona vetrina, contenente bicchieri e vasi in bronzo, statuette e oggetti votivi pure in bronzo, una testina femminile in marmo, un ritratto di Balbino in marmo (forse da Torcello), manufatti in osso e in avorio, chiavi, campanelli e pesi in metallo, fusaiole in terracotta, due fistulae (tubi) idrauliche in piombo e un’antefissa.
Nella decima e ultima vetrina sono contenuti vari oggetti in bronzo, sempre di età romana: utensili, anelli, fibule, pinzette, spatole, uno specchio e altri materiali.
Lungo le pareti della sala sono collocate alcune importanti testimonianze scultoree, almeno in parte di provenienza altinate. Sulla parete di sinistra si possono osservare una sfinge, originariamente a coronamento di una stele funeraria (prima metà del I sec. d.C.); un coronamento funerario raffigurante un leone; un ritratto femminile in marmo (I sec. d.C.); sei stele funerarie, alcune delle quali appartenenti alla caratteristica tipologia “a pseudoedicola”, con i ritratti dei defunti disposti su un doppio registro (I-II sec. d.C.). Sulla parete di fondo sono disposti alcuni splendidi esempi di sculture e di rilievi di età greca e romana. Tra questi possiamo ricordare una testa femminile da una stele funeraria greca (V sec. a.C.), un rilievo votivo greco (fine IV-III sec. a.C.), una testa maschile velata raffigurante forse Kronos (fine IV-III sec. a.C.), un rilievo funerario o votivo tardo ellenistico, una statua di Asclepio con testa di Serapide (I-II sec. d.C.), un’erma di Hermes Propylaios (inizi del II sec. d.C.) e altre sculture di età romana. Sulla parete di destra si possono ammirare quattro ritratti di età romana, nonché, all’interno di due teche, alcuni frammenti di intonaci dipinti (I sec. d.C.) e una prestigiosa raccolta di gemme e cammei romani di possibile origine altinate. Infine, a lato della porta di ingresso è appesa una lastra con rilievo di Attis datato all’età imperiale avanzata.

All’aperto, tra i due palazzi della Sezione Archeologica e della Sezione Medievale e Moderna, sono collocati vari elementi architettonici e alcune iscrizioni provenienti perlopiù dal territorio altinate. Altri manufatti lapidei (urne, are, cippi e monumenti funerari) sono depositati nella loggia al pianterreno del Palazzo dell’Archivio.


Accesso

Tipo di Accesso: Negli orari di apertura

Biglietto: Si

Prezzo: intero 3 euro; ridotto 1,5 euro per gruppi superiori a 10 persone; gratuito per persone con più di 65 anni e per le scuole di ogni ordine e grado (accompagnate dal docente); gratuito tutti i giovedì per i residenti nella provincia di Venezia.
NOTA: Il biglietto è comprensivo delle due sezioni del museo.

Accesso per le Scuole

Orari

Giorni di Apertura
Orario Quando Specifiche
Estivo Martedì 10.30-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00)
Estivo Mercoledì 10.30-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00)
Estivo Giovedì 10.30-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00)
Estivo Venerdì 10.30-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00)
Estivo Sabato 10.30-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00)
Estivo Domenica 10.30-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00)
Invernale Martedì 10.00-17.00 (ultimo ingresso ore 16.30)
Invernale Mercoledì 10.00-17.00 (ultimo ingresso ore 16.30)
Invernale Giovedì 10.00-17.00 (ultimo ingresso ore 16.30)
Invernale Venerdì 10.00-17.00 (ultimo ingresso ore 16.30)
Invernale Sabato 10.00-17.00 (ultimo ingresso ore 16.30)
Invernale Domenica 10.00-17.00 (ultimo ingresso ore 16.30)

Orario Estivo (1/03 – 31/10); Invernale (1/11 – 28/02)

Tempo suggerito per la visita (in minuti): 30

Servizi per l’utenza

Servizi igienici
All’esterno del museo e a pagamento (1,5 euro).

Punti di sosta
Nella sala si trova una comoda panca con sedile imbottito.

Servizi didattici

Guide a stampa
Quaderni didattici in italiano

Pannellistica
1 pannello introduttivo in italiano e in inglese

Schede mobili
Italiano e Inglese

Didascalie delle opere
Italiano e Inglese

Supporti informativi multilingue: Inglese
Francese
Tedesco
Pannellistica fissa, Schede mobili e didascalie opere


Bibliografia di riferimento

Callegari A. , Il Museo Provinciale di Torcello, Venezia 1930.
Polacco R., Sculture paleocristiane e altomedievali di Torcello, Treviso 1976.
Favaretto I. , Ceramica greca italiota ed etrusca del Museo Provinciale di Torcello, Roma 1981.
Tombolani M. , Bronzi figurati etruschi, italici, paleoveneti e romani del Museo Provinciale di Torcello, Roma 1981.
Ghedini F., Rosada G., Sculture greche e romane del Museo Provinciale di Torcello, Roma 1982.
Il Museo di Torcello: bronzi, ceramiche, marmi di età antica. Catalogo , a cura di Fogolari G. , Venezia 1993.
Il Museo di Torcello. Guida breve alle due sezioni , Venezia 1994.
Musei e raccolte archeologiche del Veneto , a cura di Di Mauro A., Dosson di Casier 2004, pp. 97-99.
Bonetto J., Veneto (Archeologia delle Regioni d’Italia), Roma 2009, pp. 432-434.
L’antica Torcello , in Quaderni didattici del Museo Provinciale di Torcello 1 , a cura di Culos E. , s.d..


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