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Scheda

Esposizione Archeologica Permanente – Costabissara

Via San Carlo 10 – 36030 Costabissara (VI)
Tel. 0444 970814
Presentazione


L’esposizione archeologica permanente si colloca nel Centro Culturale “Elisa Conte”, in una sala al piano terra. Sono esposti i materiali archeologici più significativi rinvenuti nel territorio circostante. Numerosi i reperti, soprattutto ceramici, relativi all’età del Bronzo e a quella del Ferro. Tra i materiali di epoca romana, che costituiscono la parte più cospicua dell’esposizione, spiccano quelli rinvenuti nello scavo di via Mascagni, che hanno riportato alla luce i resti di un insediamento rustico; il reperto più importante è una statuetta in bronzo raffigurante la divinità egizia Anubis. Conclude l’esposizione una serie di materiali ceramici e lapidei di epoca altomedioevale e moderna.

Storia della collezione museale

I primi materiali archeologici furono raccolti in conseguenza a sbancamenti durante moderni lavori edili all’inizio degli anni Settanta. I resti più consistenti furono individuati in via Mascagni, in occasione delle due campagne di scavo condotte nel 1971 e nel 1972 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto: vennero alla luce fondazioni murarie di un vasto complesso rustico, che a tutt’oggi costituisce il sito più importante indagato a Costabissara e uno dei più interessanti appartenenti a questa tipologia noti nel resto della regione. Le strutture a fine scavo furono ricoperte e l’area destinata a parco pubblico. Grazie all’attività del locale Gruppo Archeologico “Bissari”, altri reperti provenienti da diverse zone del territorio comunale arricchirono le collezioni archeologiche locali. Nuovi scavi archeologici furono effettuati dalla Soprintendenza nel sito di via Mascagni, nel 2006: furono indagati più dettagliatamente alcuni ambienti già scavati e ne furono scoperti di nuovi, acquisendo ulteriore materiale archeologico; venne quindi deciso, grazie alla disponibilità del Comune, di allestire una sala museale che descrivesse le antiche origini del centro attraverso l’esposizione dei reperti archeologici più significativi raccolti negli anni. Presso il sito di via Mascagni, all’interno del parco pubblico un pannello esplicativo descrive le scoperte archeologiche di Costabissara.

Descrizione

La sala ospita, lungo le pareti, le vetrine espositive con i materiali archeologici e i pannelli esplicativi. Colori diversi scandiscono il percorso di visita, che inizia a sinistra dell’entrata. Nella sezione grigia, un pannello fornisce un inquadramento topografico e cronologico del territorio di Costabissara: la carta di distribuzione dei rinvenimenti archeologici mostra come i siti dei rinvenimento di epoca preromana si collochino a ovest dell’abitato moderno, sul colle delle Pignare e nei terreni ai suoi piedi, mentre la presenza romana è più diffusa in tutta la zona pianeggiante.
La sezione azzurra, che occupa la parete sinistra, è dedicata all’età del Bronzo recente (XIV-XIII sec. a.C.) e finale (X-IX sec. a.C.), con reperti ceramici raccolti sul colle delle Pignare, e a quella dell’età del Ferro (V-III sec. a.C.). A quest’ultima appartengono, oltre ad alcune notevoli ceramiche, due interessanti ciottoli in porfido alpino con incisioni; l’uno presenta segni graffiti che rimandano alla cultura celtica, mentre l’altro, caratterizzato da caratteri alfabetici venetici, trova confronti a Padova, dove questo tipo di manufatti risulta maggiormente diffuso.
Il percorso continua con la sezione rossa dedicata all’epoca romana, che occupa il fondo e la parte centrale della sala. La prima vetrina è dedicata ai numerosi reperti ceramici, databili tra il I sec. a.C. e il II sec. d.C., nella maggior parte relativi a recipienti da cucina ad impasto grezzo: accanto alle olle sono attestati alcuni frammenti di mortaio, un tipico contenitore utilizzato per tritare e sminuzzare gli alimenti. La ceramica destinata alla mensa è invece rappresentata da vari frammenti di brocche, di bottiglie e di anforette in ceramica depurata, cui vanno ad aggiungersi pochi frammenti relativi a piatti in terra sigillata e bicchieri a pareti sottili. Significativi sono, infine, alcuni materiali legati alla vita quotidiana, quali le lucerne i pesi fittili da telaio.
Segue una vetrina posta al centro della sala contenente il pezzo più importante della collezione, la statuetta bronzea raffigurante il dio Anubis, una delle principali divinità funerarie dell’Egitto faraonico preposte alle delicate operazioni di mummificazione e ai funerali, ritratto come un uomo con la testa di canide: qui è rappresentato vestito con una corta tunica e con i piedi calzati da sandali. Esso era assimilato nella cultura romana anche a Mercurio, il protettore delle attività commerciali. Si tratta probabilmente di una statuetta da larario, il luogo della casa presso il quale erano custodite le immagini dei numi tutelari della dimora. Il reperto si data tra il I e il II sec. d.C.
Nella successiva vetrina sono raccolti i materiali in metallo e i laterizi. Tra i reperti in bronzo recuperati in via Mascagni, databili tra il I e il II sec. d.C., sono presenti una fibula ad arco profilato e oggetti riferibili all’attività domestica, come ad esempio i frammenti di ago. Si segnala, inoltre, un’applique a forma di mostro alato dalla testa triangolare con ali tese, probabile elemento decorativo di un vaso o di altra suppellettile. Numerose le monete, ben 25, la maggior parte databili alla seconda metà del IV sec. d.C.
È esposta, inoltre, una selezione dei frammenti di tegole e mattoni rinvenuti nel territorio di Costabissara, riportanti il marchio di fabbrica, tutti databili al I sec. d.C.; il bollo maggiormente attestato è Q(VINTVS) CVRIVS C(AII) F(ILIVS), Quinto Curio figlio di Caio), già noto in area vicentina.
La sezione verde, che occupa le pareti d’angolo a sinistra dell’uscita, conclude l’itinerario di visita con le testimonianze dell’epoca medievale e moderna. Nella vetrina sono esposte ceramiche che vanno dall’XI secolo fino all’età moderna, a testimonianza della lunga tradizione di questo artigianato nel territorio. L’ultimo pannello è dedicato all’antica chiesetta di San Zeno, collocata sui colli immediatamente a ovest di Costabissara, il cui impianto originale risale al VI secolo; alcuni elementi in pietra appartenenti al corredo architettonico della fase medievale della chiesa sono esposti sulla parete.


Accesso

Tipo di Accesso: Su prenotazione

Biglietto: No

Accesso per le Scuole

Accessibilità Disabili

Orari

Tempo suggerito per la visita (in minuti): 30

Servizi per l’utenza

Servizi igienici

Parcheggio

Bar o Ristoro
Esercizio privato presente nel Centro Culturale in cui è inserita la collezione

Servizi didattici

Pannellistica
Italiano

Didascalie delle opere


Bibliografia di riferimento

Bruttomesso A., Veronese F., Pettenò E., Di alcuni materiali da Costabissara (Vicenza), in Quaderni di Archeologia del Veneto, XVIII, 2002, pp. 130-142.
Busana M.S., Architetture rurali nella Venetia romana, Roma 2002, pp. 289-294.
Pettenò E., Vigoni A., Costabissara (Vicenza): nuove note sul complesso rustico di via Mascagni, in Quaderni di Archeologia del Veneto, XXI, 2005, pp. 97-100.


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