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Scheda

Museo Lapidario greco-romano presso Villa Contarini – Piazzola sul Brenta

Via Camerini 1 – 35016 Piazzola sul Brenta (PD)
Tel. 049 5590238 – Fax 049 9619182
Presentazione


L’imponente Villa Contarini si affaccia, in direzione sud, sulla suggestiva piazza di forma semicircolare, centro nevralgico della vita di Piazzola sul Brenta. Il nucleo centrale si struttura su un trecentesco castello appartenuto ai Carraresi e divenuto nel ‘500 proprietà della nobile famiglia veneziana dei Contarini, che con un restauro decise di ampliarlo. In uno dei bracci laterali, precisamente in quello est, sono esposti al pubblico interessanti documenti epigrafici greci e latini, che furono raccolti nei secoli grazie al collezionismo delle nobili famiglie veneziane e padovane.

Storia della collezione museale

Il materiale esposto proviene dall’ex “Museo Naniano”, costituito nella Villa Pagani di Legnaro intorno al 1700 e trasferito a Villa Contarini al principio del secolo scorso dagli allora proprietari Camerini. Purtroppo parte della collezione andò perduta nel corso del XX secolo, a causa del pesante stato di abbandono che dovette subire la Villa dopo la seconda guerra mondiale. Grazie, però, al paziente lavoro di restauro, ristrutturazione e catalogazione che avvenne negli anni ’70, si riuscì a raccogliere gran parte del materiale perduto e a dargli la collocazione visibile ancora oggi.

Descrizione

La collezione raccoglie lapidi iscritte, frammenti di decorazione architettonica, iscrizioni onorarie, votive, sepolcrali e pubbliche, di provenienza ed epoche diverse. Le prime venti epigrafi provengono dal territorio greco, in particolare da Corfù e altre isole ioniche, portate a Venezia durante l’egemonia in Oriente della Serenissima. Tra le più significative abbiamo un frammento di piedistallo di statua di Adriano da Abea (in Messenia), un’iscrizione funeraria bilingue (in greco e in latino) da Leukadià, collocata sulla tomba di Aulo Cossinio Philocrates, che testimonia la fase della conquista romana, una stele di marmo sul cui specchio epigrafico è inciso un decreto dell’assemblea ateniese del II sec. a.C. e, infine, una grande base quadrangolare che doveva reggere la statua femminile di una sacerdotessa greca votata al culto imperiale.
Le iscrizioni latine possono essere suddivise principalmente in tre tipologie: sepolcrali, onorarie e votive. Della prima tipologia fanno parte una sostanziosa quantità di frammenti di lastre e stele, riccamente ornate con frontoncini, acroteri e fasce, provenienti principalmente dalla Dalmazia; tra le onorarie invece possiamo citare tre iscrizioni dedicate rispettivamente a Antonino Pio (138 d.C.), a Giulia Domna (moglie di Settimio Severo, 193 d.C.) e a Marco Aurelio (166 d.C.), importate da Patrasso e dalla Croazia. L’ultimo gruppo comprende numerose are quadrangolari offerte come doni votivi a Mercurio e alle Ninfe.
Due soltanto sono le eccezioni che sfuggono a questo inquadramento tipologico: un frammento di cippo confinario e alcuni tubi in trachite ritrovati nella tenuta dei Camerini a Legnaro, con tutta probabilità parti di un acquedotto romano.


Accesso

Tipo di Accesso: Negli orari di apertura

Biglietto: No

Accesso per le Scuole

Accessibilità Disabili

Orari

Giorni di Apertura
Orario Quando Specifiche
Estivo Lunedì 9.00 – 19.00
Estivo Martedì 9.00 – 19.00
Estivo Mercoledì chiuso
Estivo Giovedì 9.00 – 19.00
Estivo Venerdì 9.00 – 19.00
Estivo Sabato 9.00 – 19.00
Estivo Domenica 9.00 – 19.00
Invernale Lunedì 10.00 – 16.00
Invernale Martedì 10.00 – 16.00
Invernale Mercoledì chiuso
Invernale Giovedì 10.00 – 16.00
Invernale Venerdì 10.00 – 16.00
Invernale Sabato 10.00 – 16.00
Invernale Domenica 10.00 – 16.00

Chiusura biglietteria ore 18.oo nel periodo estivo. Chiuso Natale e Capodanno.

Tempo suggerito per la visita (in minuti): 30

Servizi per l’utenza

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Visite guidate


Bibliografia di riferimento

Bassignano M.S., Ghinatti F. , Museo Lapidario greco-latino, in Guida alla visita di Villa Simes già Contarini XVI secolo, a cura di Semenzato C., Milano 1973.
Bonetto J., Veneto (Archeologia delle Regioni d’Italia), Roma 2009, pp. 410.


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