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Scheda

Acquedotto ipogeo romano e luogo di culto paleocristiano in località Santa Maria in Stelle – Verona

Via Santa Maria in Stelle 1, accanto alla Parrocchia dell’Assunta – 37100 Verona (VR)
Presentazione


L’ipogeo di Santa Maria in Stelle è una struttura sotterranea, di difficile interpretazione, costruita nel III sec. d.C. Si pensa che essa abbia svolto funzione di complesso funerario o di acquedotto o di ninfeo per captare e incanalare le acque che sgorgano da una fonte sotterranea. L’ipogeo venne poi adattato, a partire dal IV sec. d.C., a cappella per il culto cristiano e fu utilizzato come tale fino al XII secolo.

Storia della ricerca e degli studi

L’ipogeo di Santa Maria in Stelle è noto fin dal Settecento grazie ai disegni di Gaetano Cristofali. Successivi lavori di restauro e di manutenzione ne hanno consentito l’odierna fruibilità.

Contesto geografico e urbanistico

L’ipogeo si trova a una decina di chilometri a nordest di Verona, all’inizio della Valpantena, nell’abitato di Santa Maria in Stelle.

Cronologia

III – VI sec. d.C. ed epoca medievale

Descrizione

L’ipogeo di Santa Maria delle Stelle si trova a circa 4 metri di profondità, al di sotto della moderna chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta. Esso viene costruito nel III sec. d.C. probabilmente con la funzione di complesso funerario di Publio Pomponio Corneliano e della sua famiglia, come scritto nell’iscrizione posta sull’architrave di accesso al lungo corridoio interno. Non è tuttavia da escludere la possibilità che l’ipogeo fosse un acquedotto/ninfeo dedicato alle Ninfe, cui il proprietario terriero era devoto. A partire dal IV sec. d.C., la struttura diviene cappella per il culto cristiano e luogo di sepoltura e viene utilizzata senza soluzione di continuità almeno fino al XII secolo, quando Urbano III vi si reca in visita (1187 d.C.).
All’ipogeo si accede tramite una scala (in pianta: A) al cui termine è una nicchia con statua di togato (in pianta: B), forse il committente dell’ipogeo Publio Pomponio Corneliano, vissuto nella prima metà del III sec. d.C. e noto nel territorio veronese e vicentino per aver ricoperto cariche pubbliche come funzionario imperiale. La statua si compone di tre parti distinte, assemblate tra loro: la testa, il corpo e i piedi fino all’altezza delle caviglie. che si ritiene siano l’unica parte appartenuta alla statua originaria.
Ci si immette quindi in una stanza quadrangolare (in pianta: C) su cui si aprono un cunicolo per lo scorrimento dell’acqua (in pianta: D) e un’apertura architravata (in pianta: E) su cui è incisa l’iscrizione che ricorda i costruttori dell’ipogeo, Pomponio Corneliano con la moglie Giulia Magia e i figli Giuliano e Magiano. Dalla porta si passa in un corridoio con volta a botte (in pianta: F), che segue il tracciato naturale del corso d’acqua e conduce alla sorgente. Il percorso di circa 100 metri si articola in quattro tratti spezzati, intervallati da pozzi. Ai primi due, pavimentati con lastre di pietra, seguono gli altri più angusti e disagevoli, in cui l’acqua scorre a vista in una canaletta, al centro del condotto. Nel pozzo della fonte le acque si raccolgono in una piscina semicircolare scavata nella roccia, in cui si depositano le sedimentazioni terrose. A circa un quarto del percorso si apre un piccolo atrio a forma di croce (in pianta: G), affiancato da due ampie celle speculari (in pianta: H, I), absidate, con copertura a semicupola. Queste ultime vennero aggiunte fra il IV e l’VIII secolo, quando l’ipogeo assunse funzione di cappella di culto, e presentano pavimenti a mosaico e affreschi con scene religiose, di cui si conservano oggi in particolare quelli dell’ambiente H. I temi qui raffigurati, quali ad esempio la strage degli innocenti, i tre giovani nella fornace, i tre giovani davanti a Nabucodonosor, Cristo in mezzo al Collegio apostolico, sono tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento e sono fra i più antichi e preziosi cicli pittorici dell’Italia settentrionale.


Accesso

Tipo di Accesso: Solo su prenotazione

Visitabilità: Interno

Biglietto: No

Accesso per le Scuole
Su prenotazione

Orari

Tempo suggerito per la visita (in minuti): 60

Servizi didattici

Pannellistica


Bibliografia di riferimento

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